Voucher e Tirocini

Cosa è il Voucher

La prima introduzione del buono lavoro, come strumento di retribuzione del lavoro occasionale, è del 2003 a opera del secondo governo Berlusconi. Il provvedimento che ne inquadrò per la prima volta l'utilizzo fu infatti la Legge Biagi. Per diversi anni questa forma di remunerazione, introdotta con l'intenzione di ridurre il lavoro nero, ma con effetto a volte contrario, fu sostanzialmente semi-sconosciuta. Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del Governo Prodi II nel 2008 diede attuazione alla legge, precisandone i limiti e l'utilizzo (ad esempio nel settore agrario).

Fu successivamente esteso per i lavori di tipo occasionale con prestazioni brevi riconosciuti dalla Riforma Biagi. Il lavoro di riferimento, allora, era quello tipicamente domestico; infatti lo scopo principale di questo strumento sarebbe stato quello di contrastare il lavoro nero e difendere le categorie considerate più deboli nel mercato del lavoro, come ad esempio le colf e le badanti. Altri utilizzi originari del voucher erano quelli delle ripetizioni a casa da parte di studenti, lavoretti di giardinaggio, pulizie e faccende di casa, prestazioni di hostess o stewart in fiere o eventi pubblici, altre situazioni analoghe, tipicamente pagate (con l'assenso del lavoratore) in nero e per questo senza protezione assicurativa. Le modifiche alla legislazione furono a opera del Governo Berlusconi IV, in particolare con la legge 33/2009 che estese nel 2010 l'applicazione a tutti i soggetti.

Poco tempo dopo è iniziata la liberalizzazione di utilizzo. Prima con il Governo Monti (Riforma Fornero), che ne ha liberalizzato l'uso con il solo vincolo economico pari a 5.000 euro all'anno per ogni singolo lavoratore. Poi con il Governo Letta che, con la legge 99/2013 di conversione del “Decreto Lavoro”, ha eliminato la dicitura "di natura meramente occasionale" e ne ha esteso l'uso a tutti i settori. Il Governo Renzi ha alzato il limite economico annuale di utilizzo da 5.000 a 7.000 euro, introducendo al contempo la tracciabilità.

Le prestazioni rese nei confronti di imprenditori commerciali e liberi professionisti non possono superare 2.020 € netti annui (2.693 € lordi) per ciascun committente, fermo restando il limite di 7.000 euro netti, (9.333 euro lordi).

Nel tempo la legislazione ha allargato l'utilizzo del buono lavoro dall'ambito domestico ai settori professionali (imprese, enti, lavoratori autonomi, ecc.). A tutt'oggi viene molto usato da aziende nel settore del commercio, dell'agricoltura e dell'intrattenimento (ristoranti, bar, discoteche, sale cinema e simili) per prestazioni di lavoro che non superino i 5.000 € netti annui di retribuzione (passati a 7.000 € nel 2015 in seguito all'emanazione del provvedimento legislativo noto come Jobs Act). Per i pensionati o cassaintegrati la cifra scende a 3.000 €. Con l'entrata in vigore del decreto legislativo 81/2015 l'utilizzo del voucher è stato esteso a industria e artigianato e quindi nessun settore produttivo è escluso. Invece, non è possibile usare il lavoro accessorio (a parte deroghe) nel caso di personale in appalto (sia opere che servizi).

Le caratteristiche intrinseche del sistema, tuttavia, ne hanno favorito la diffusione come strumento di elusione ed evasione delle norme fiscali e previdenziali.

Questa modalità di lavoro occasionale accessorio ha assunto da tempo anche la denominazione contratto voucher. L'incarico può essere verbale o essere documentato: in qualsiasi caso sottende sempre un contratto di lavoro (di tipo accessorio). Il voucher, come buono lavoro, è regolarmente vidimato con il logo dell'INPS.

Il decreto legislativo 185/2016 (entrato in vigore il 24 settembre 2016) ha reso obbligatorio l'invio di un SMS o email all'Ispettorato del lavoro competente parte del committente almeno un'ora prima della prestazione per agevolare la registrazione dell'utilizzo e impedire usi fraudolenti (cioè pagare con voucher solo una piccola parte del compenso).

Dopo recenti disposizioni è stato deciso di reintrodurre i voucher. Allo stato attuale della normativa non è possibile superare i 2500€ lordi per ogni committente, e non è possibile per il datore di lavoro emettere più di 5000€ lordi l'anno di voucher. Possono utilizzare i voucher sia privati che aziende. I privati possono utilizzarli per il pagamento di prestazioni occasionali come ad esempio baby sitter, badanti, lezioni private, e per attivarli é necessario che il datore di lavoro si iscriva sul sito dell'INPS e segua le istruzioni fornite. Il lavoratore per incassare il dovuto dovrà iscriversi anch'esso sul sito dell'INPS e indicare la modalità in cui preferisce ottenere il compenso. Il valore facciale del buono lavoro è di 10 € di cui 8 € netti vengono incassati dal prestatore e il resto rappresentano i contributi Inps e INAIL.