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Il Governo scarica i co.co.co delle scuole

L'incompetenza o l'impreparazione hanno compiuto il disastro: dopo gli impegni presi in sede istituzionale a stabilizzare i coccolo della scuola, peraltro con risorse già presenti nel bilancio, la maggioranza e il Governo si sono "dimenticati" di inserire nel maxi emendamento la norma che avrebbe consentito a poco meno di 900 persone che da oltre 18 anni assicurano i servizi di segreteria nelle scuole, soprattutto in Campania e Sicilia, di avere finalmente la possibilità di uscire dall'infinita sequenza di contratti di collaborazione da rinnovare ogni anno scolastico. È una vergogna di cui Governo e maggioranza portano intera la responsabilità e su cui grava ora il compito di rimediare. Felsa, NIdiL e Uiltemp si mobilitano con effetto immediato affinché nelle prossime ore il Miur, il Governo e la maggioranza riparino alla beffa di cui si sono resi responsabili e proclamano da subito lo stato di agitazione dei collaboratori delle segreterie scolastiche, e attendono con urgenza una convocazione da parte del Miur.

 

Partite Le Nuove Prestazioni Ebitemp

9 FEBBRAIO 2017

Cambiano le prestazioni Ebitemp. L’Ente bilaterale per il lavoro temporaneo, a partire dal 1° febbraio, ha modificato e ampliato l’offerta relativa ai servizi erogati.

Le nuove prestazioni riguardano, in particolare: 1) Contributo “una tantum” per adozione; 2) Sostegno alla non autosufficienza; 3) Sostegno all’istruzione (Buono libri o materiale didattico per figli dei lavoratori in somministrazione, Buono libri per studenti lavoratori, Contributo retta universitaria studenti/lavoratori in somministrazione); 4) Contributo per l’asilo nido per lavoratori padri; 5) Integrazione contributo INPS per maternità obbligatoria; 6) Contributo per il trasporto extraurbano La diversificazione dei servizi erogati è frutto di una scelta di campo da parte delle parti sociali: quella di costruire un sistema in grado di sostenere, nel proprio percorso di vita e di lavoro, le famiglie, i lavoratori e i pendolari. LE MISURE Nel concreto delle misure definite, il contributo sull’adozione e l’affidamento si rivolge a lavoratrici e lavoratori la cui missione venga a cessare nei primi 180 giorni dall’inizio dell’adozione o dell’affidamento ed a cui non spetti l’indennità prevista dall’INPS. Il sostegno alla non autosufficienza riguarda lavoratori e lavoratrici con familiari fiscalmente a carico che si trovino nelle condizioni di invalidità civile pari al 100% e ai quali si applichino le disposizioni della legge 104 del 1992. Il lavoratore somministrato dovrà avere una anzianità di 90 giorni nel settore. Al momento della presentazione della domanda il contratto di lavoro deve essere attivo. Il contributo annuo è di 1.000 euro. Il sostegno all’istruzione si compone di un contributo per ogni figlio fiscalmente a carico per acquisto di libri o materiale didattico del valore di 150 euro. Il contributo per l’asilo nido dei lavoratori padri si applica a quei lavoratori padri in caso di morte o grave infermità della madre, abbandono del figlio da parte della madre, affidamento esclusivo al padre, nuclei monoreddito da lavoro in somministrazione (del padre). I requisiti di accesso sono gli stessi già previsti per le lavoratrici madri. Le lavoratrici in maternità che ricevono direttamente l’indennità dall’INPS e alle quali sia scaduto il contratto di lavoro a tempo determinato in somministrazione, possono richiedere l’integrazione del contributo Inps per maternità obbligatoria. Si sottintende che l’ultimo rapporto di lavoro prima di entrare in maternità obbligatoria sia in somministrazione. Le domande devono essere presentate entro 90 giorni dall’ultimo pagamento diretto da parte dell’ INPS. Il contributo per il lavoro extraurbano, come contributo alla mobilità, si rivolge a lavoratrici e lavoratori con un contratto di lavoro in somministrazione, comprensivo di eventuali proroghe, pari almeno ad 1 mese. Nel caso del primo mese il contributo verrà riconosciuto solo a fronte di un contratto di un mese, negli eventuali mesi successivi verrà riconosciuto il contributo solo a fronte di un contratto di almeno 7 giorni. Il lavoratore deve essere residente o domiciliato in comune diverso da quello in cui ha sede il luogo di svolgimento della prestazione lavorativa.

Tutte le informazioni sul sito www.ebitemp.it

Per il segretario nazionale Felsa Cisl, Daniel Zanda “l’ampliamento e la diversificazione delle prestazioni ai lavoratori in somministrazione, rappresenta un tassello importante di una strategia complessiva, che punta ad un concreto e puntuale sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori, in un periodo particolarmente complesso. Da questo punto di vista, il sistema bilaterale si conferma, ancora una volta, come elemento essenziale di quella flessibilità contrattata che è frontiera ineliminabile di diritti e nuove tutele”.

Nuovi Buoni per il lavoro occasionale

Nuovi buoni per il lavoro occasionale - ex legge 96/2017 di conversione del Dl 50/2017 - da utilizzare a partire dal 10 luglio 2017, data di operatività della nuova procedura nella piattaforma telematica dell’Inps PrestO.

“PrestO” il nuovo contratto di prestazione occasionale.

La novità più importante della nuova disciplina delle prestazioni di lavoro occasionali è l'ambito di applicazione.
Ci si muove all'interno di due tipologie di attività regolate da due contratti di lavoro introdotti dalla norma:

  • il Libretto Famiglia, “LF”, riservato alle persone fisiche non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa;
  • il Contratto di prestazione occasionale, “Cpo”, a disposizione degli altri datori con un massimo di cinque lavoratori a tempo indeterminato.

Fino a 5 dipendenti

Per il calcolo del limite dei 5 dipendenti(autocertificato dall’utilizzatore attraverso la piattaforma telematica) l'Istituto ritiene che:

  • il periodo da assumere a riferimento è il semestre che va dall’ottavo al terzo mese antecedente la data dello svolgimento della prestazione lavorativa occasionale (ad esempio, se la prestazione verrà resa il giorno 23 luglio 2017, dovrà essere effettuato il computo della media occupazionale dei lavoratori a tempo indeterminato per i mesi da novembre 2016 ad aprile 2017);
  • vi rientrano i lavoratori di qualunque qualifica (a domicilio, dirigenti, eccetera), i dipendenti part-time sono computati, ma in proporzione all’orario svolto, e quelli intermittenti, in proporzione all’orario effettivamente svolto nel semestre, ed anche gli apprendisti.

Possono fare ricorso al contratto di prestazione occasionale, “Cpo”, professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori,  associazioni, fondazioni e altri enti di natura privata, nonché la pubblica amministrazione (Pa e imprese del settore agricolo hanno vincoli regolati a parte).

Restano escluse alcune attività

Gli esclusi:

a) imprese dell’edilizia e di settori affini, imprese esercenti l’attività di escavazione o di lavorazione di materiale lapideo, imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
b) imprese nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi;
c) settore agricoltura, salvo per le attività lavorative rese da lavoratori appartenenti ad alcune specifiche categorie (ad esempio, giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico o presso l’università.

Vincoli economici

Sussistono limiti economici riferiti all’anno civile di svolgimento della prestazione lavorativa:
a) per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;
b) per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro (per alcune categorie i compensi erogati sono computati al 75% del loro effettivo importo);
c) per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro.
Gli importi sono riferiti ai compensi percepiti dal prestatore, ossia al netto di contributi, premi assicurativi e costi di gestione.

Limite di durata

Il limite di durata è di 280 ore nell’arco dello stesso anno civile, con un criterio di calcolo particolare per il settore agricolo.

Comunicazione preventiva 

La comunicazione preventiva in PrestO da parte dell’utilizzatore è obbligatoria, ma può essere revocata nei tre giorni seguenti a quello dell’attività prevista, nel caso in cui non si sia svolta.

Per prevenire abusi il prestatore può controllare accedendo alla piattaforma per confermare di aver veramente eseguito la prestazione.
Se il committente revocherà prima della conferma, il lavoratore sarà informato tramite sms e potrà intervenire per bloccare la revoca.

Per ulteriori informazioni rivolgiti alla sede FELSA – CISL piu' vicina a te.